NOLITE TIMERE

L'INSEGNAMENTO DI PAPA CELESTINO V

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SCHEDA TECNICA

Titolo originale: NOLITE TIMERE- L'insegnamento di papa Celestino V

Tipologia: docu fiction
Genere: biografico - storico
Formato di ripresa: HD

Durata: 72 minuti

Durata riprese: maggio 2013

Nazionalità: italiana
Lingua: italiano
Location: S.Stefano di Sessanio (AQ), Majella, L'Aquila, Bominaco (AQ), Perugia e altre
Soggetto e Sceneggiatura: Eulalia Caterina Rosati, Giuseppe Tandoi

Regia e Montaggio: Giuseppe Tandoi

Musiche: Manlio Fabrizi

Fotografia: Francesco Colantoni

Scenografia: Maria Teresa Padula

Costumi: Cristina Da Rold, Maria Teresa Padula
Sound Design: Matteo Di Simone

Produzione: ESPRIT FILM S.U.R.L.

Produttore: Giuseppe Tandoi

Produttore Esecutivo:Antonio Tandoi


Cast: Lino Capolicchio, Manuele Morgese, Claudio Marchione, Marilia Papaleo, Franco Narducci, Antonia Renzella, Aldo Spahiu, Daniele Micheli, Emanuele Federici. 

La docu fiction “Nolite timere” traccia un’immagine inedita e non scontata di una figura importante della storia della Cristianità, un ritratto basato su documenti storici, quelli del processo di canonizzazione, oggi poco conosciuti e dai quali emerge la grandiosità di un personaggio per troppo tempo sminuito e sbrigativamente accantonato: Pietro del Morrone.


Dalle testimonianze del processo, che nel 1313 lo ha riconosciuto Santo, si delinea il ritratto di un uomo dalla profonda conoscenza dell’animo umano. Un uomo capace di dare una risposta ai confitti e ai dolori di ciascuno, offrendo un insegnamento di un valore spirituale elevato. Un insegnamento che valica i confini del tempo rivelando un’incredibile forza e un’attualità sconvolgente.


Il ritratto di “Nolite timere” non si impernia sul “gran rifiuto” dantesco con cui Pietro è stato finora ricordato e stigmatizzato. La rinuncia al trono papale che, dopo cinque mesi di pontificato, Pietro compì per rivestire l’abito del monaco e tornare sui suoi eremi. Gesto, unico e sconvolgente nella storia della Cristianità, giudicato in passato come la codardia di un vecchio e incapace eremita, oggi rivalutato come gesto eroico di un fermo difensore della Chiesa. Un aspetto ancora irrisolto della storia di Pietro, su cui si dibattono tuttora gli storici, senza trovare una via d’uscita sicura, dato che i documenti ritrovati non sono sempre attendibili.


Le testimonianze del processo di canonizzazione sembrano invece preservare il vissuto autentico di Pietro palesando una freschezza e una profondità che è doveroso oggi riscoprire. Custodiscono un’immagine più autentica del Santo del Morrone, lasciando trasparire la sua immensa saggezza, derivata da una vita pulita e disciplinata, in costante contatto con il Divino. Saggezza che non ha mai dimenticato le problematiche terrene degli uomini, ma che, anzi, le ha sempre inquadrate e risolte nella dimensione spirituale.


Grande saggezza che Pietro rivelò nell’accettazione nel 1294 dell’abito papale e nell’istituzione della Perdonanza, l’indulgenza plenaria concessa gratuitamente a tutti gli uomini. Gesto grandioso con cui ricordò al mondo la vera chiave per il Cambiamento e l’Evoluzione.


La docu fiction parla proprio della strada da percorrere per affrontare la Perdonanza, per varcare la Porta Santa della Basilica di Collemaggio all’Aquila. Gesto simbolo che ogni uomo può compiere, ma solo dopo aver superato la vera porta del perdono, quella interiore. E’ a questa soglia che l’insegnamento di Pietro si rivolge e su di essa ruota la docu fiction, attraverso tre testimonianze selezionate dal processo che rappresentano le tre chiavi per schiudere quella porta. L’Onestà, l’Accettazione e la Fiducia.


“Nolite timere” è quindi il messaggio di Pietro all’umanità ferita che lo raggiunge nel suo eremo alla ricerca di un miracolo o anche soltanto di una risposta alla difcoltà della vita. “Non temete... lasciate i fardelli di dolore e vivete la vita che vi è stata donata” è la risposta di Pietro.


Le tre testimonianze prese in esame sono le basi su cui si snocciola il racconto della docu fiction ricostruite con attori veri, tra i quali, ad interpretare Pietro Celestino, è il grande Lino Capolicchio (Il giardino dei Finzi- Contini). Attorno a lui un cast di attori molto bravi e di grande esperienza: Claudio Marchione, Manuele Morgese, Marilia Papaleo, Aldo Spahiu, Daniele Micheli e, per la prima volta sullo schermo, il giovane Emanuele Federici.


Gli altri episodi della vita di Pietro s’intrecciano alla ricostruzione attraverso immagini e video dei luoghi in cui si sono svolti. Due voci narranti si alternano nel racconto, una voce femminile dei nostri giorni, quella di Antonia Renzella e la voce di Don Lelio Marini, interpretato da Franco Narducci, abate celestino che nel 1600 riordinò tutti i documenti sulla vita di Pietro del Morrone.


Il fuire del racconto si immerge, in modo suggestivo, nel realismo delle scene ricostruite e, a coronare la narrazione, fondamentale è il ruolo della colonna sonora, opera di Manlio Fabrizi ed eseguita dal gruppo vocale e strumentale “Concentus Serafino Aquilano”, colonna sonora che trasforma i canti e le preghiere dei monaci in simboli vibranti di quel cammino di purezza e perdono al quale Pietro invita tutti a percorrere senza alcun timore.